Mettiamo che tu abbia un e-commerce di abbigliamento.

Da un lato, un jeans chiaro, dall’altro lo stesso modello, ma più scuro.

Ti stai chiedendo come potresti gestire gli URL in questo caso?

La risposta è più banale di quanto pensi: puoi usare il tag canonical!

Vediamo di capire meglio come funziona questo piccolo tag, pietra miliare della SEO, quando è integrato nel tuo CMS (tipo Woocommerce, per intenderci) e quando invece bisogna gestirlo in autonomia.

Che cos’è il tag canonical

Nel mondo della SEO (Search Engine Optimization), la gestione efficace dei contenuti duplicati è tutto – o quasi.

Il tag canonical è un elemento che aiuta i motori di ricerca a comprendere quali pagine considerare come fonti di autorità, se sono presenti dei contenuti simili o identici in più URL.

Ma vediamo di fare qualche esempio pratico.

Supponiamo che tu gestisca un ecommerce che vende scarpe, e un determinato modello è disponibile in diversi colori. Ogni variante colore potrebbe avere il proprio URL, ma il contenuto della pagina (descrizione del prodotto, recensioni, ecc.) rimane sostanzialmente lo stesso.

Tipico esempio di contenuto duplicato!

Ma ne abbiamo anche altri.

Ad esempio, potremmo avere dei parametri URL diversi che generano la stessa pagina.

Oppure, versioni stampabili delle pagine che generano URL separati.

O infine, potremmo avere del contenuto ripetuto su più domini, come in siti web multilingua o con domini situati in diverse nazioni (molto comune è il caso Italia/Svizzera, ad esempio, che pur condividendo la stessa lingua vengono visualizzati da utenti in due Stati diversi).

Vediamo ora come risolvere tutti questi problemi con due approcci.

Il primo è quello “tecnico”. Dovrai avere a tua disposizione qualcuno che almeno un po’ sappia mettere le mani nel codice della pagina web, aggiungendo quel che serve.

Il secondo metodo invece è “no-code”, anche se, spoiler, ti vincola ad usare altri strumenti per organizzare le pagine del tuo ecommerce (come Woocommerce o Shopify).

Ma andiamo con ordine.

1) Il metodo “tecnico” per inserire un tag canonical

L’URL delle varianti potrebbe essere:

https://www.ilmiosito.it/prodotto/scarpe-modello-x-rosso

https://www.ilmiosito.it/prodotto/scarpe-modello-x-blu

Eccetera.

Ora, chiediamoci: quale colore sta vendendo meglio?

Supponiamo sia il rosso.

Allora è il momento di dire a Google che quella è la nostra pagina canonica.

A questo punto, dovrai impostare quella pagina come URL canonico. Gli altri colori avranno un tag canonical che punta a quello rosso.

Se hai un web designer o un esperto SEO a tua disposizione, questo è l’HTML che ti serve:

<link rel=”canonical” href=”https://www.example.com/prodotto/scarpe-modello-x-rosso” />

Inserisci questo tag nell’head delle pagine della variante blu e di tutte le altre varianti di colore che vorrai inserire.

In sostanza, così facendo indichi ai motori di ricerca che la pagina rossa è la versione principale e deve ricevere tutta l’attenzione dei web crawler (in parole povere, dei motori di ricerca).

Un’altra possibilità che hai è quella di inserire dei parametri direttamente nell’URL.

Questi parametri possono essere generati attraverso filtri di navigazione, come dimensione, colore, o ranking. Per esempio, un cliente potrebbe voler vedere solo le scarpe rosse in saldo, e il sito potrebbe generare un URL come:

https://www.ilmiosito.it/prodotti/scarpe?colore=rosso&in_saldo=true

Ora, mettiamo che la tua pagina categoria principale “Scarpe” sia quella che vuoi considerare la fonte principale di tutte le altre.

Puoi impostare un tag canonical sulla pagina con i parametri che punta all’URL della categoria principale.

<link rel=”canonical” href=”https://www.iltuosito.it/prodotti/scarpe” />

Questo approccio comunica ai motori di ricerca che, nonostante gli URL con parametri forniscano una vista filtrata della categoria, l’indice dovrebbe concentrarsi sulla pagina principale della categoria “Scarpe” per il ranking nei risultati di ricerca.

In entrambi questi esempi, l’uso del tag canonical aiuta a prevenire la diluizione della SEO dovuta a contenuti duplicati o molto simili, indirizzando i motori di ricerca verso l’URL che desideri sia considerato come principale.

2) Il tag canonical senza bisogno di codice

Una seconda via per impostare il tag canonical è farsi dare una mano dai plugin e dagli strumenti integrativi al CMS. Abbiamo citato all’inizio di questa breve guida Woocommerce e Shopify, ma non sono gli unici.

In sostanza, questi strumenti rendono più facile creare dei rel canonical, semplicemente perché automatizzano il processo, o in altri casi propongono soluzioni no-code.

Insomma, ci pensano loro a gestire la parte tecnica!

Leggi il nostro articolo sulla Marketing Automation!

In ogni caso, anche se scegli di optare per questa seconda strada, è comunque il caso di avere un’agenzia di web design di riferimento, che sappia organizzare le informazioni del tuo e-commerce correttamente in modo da non rischiare di danneggiare la SEO. Basta un errorino, infatti, per mandare a rotoli mesi e mesi di buon traffico organico!

Perché il Tag Canonical è importante?

Il problema del contenuto duplicato può diluire la visibilità di un sito nei motori di ricerca in diversi modi. Innanzi tutto, può avvenire una confusione di indicizzazione.

Senza una guida chiara, i motori di ricerca potrebbero lottare per determinare quale versione di una pagina è la più rilevante per una query di ricerca.

In più, Il link equity, ovvero il valore passato tramite i link, può essere distribuito tra molteplici versioni duplicate di una pagina.

Ma soprattutto, le pagine duplicate possono competere tra loro per le stesse parole chiave, potenzialmente abbassando la posizione che potrebbe essere ottenuta da un singolo URL consolidato.

Come abbiamo visto, basta molto poco per aggiungere un tag canonical, quindi è sempre consigliabile farlo fin dall’inizio.

Il tuo e-commerce è già avviato e non ci avevi mai pensato?

Oppure vorresti una mano per assicurarti di partire con il piede giusto, con il tuo e-commerce?

Come decidere quale URL sarà l’URL canonico?

Questa decisione può basarsi su diversi fattori, come la performance di una pagina specifica, la rilevanza del contenuto o la storia del ranking.

Dopo aver impostato i tag canonical, si può stare tranquilli?

Non proprio. Diciamo che dopo l’implementazione dei tag canonical è importantissimo monitorare l’effetto del tag canonical sull’indicizzazione e il posizionamento delle pagine. In questo senso Google Search Console ci salva la vita!

Qual è la differenza tra tag canonical e redirect?

Sebbene sia il tag canonical sia il reindirizzamento 301 possano essere usati per gestire il contenuto duplicato, il redirect 301 è una soluzione più definitiva perché trasferisce completamente il valore del SEO all’URL di destinazione e dovrebbe essere usato quando si elimina definitivamente una pagina.

Che cos’è il tag canonical cross-domain?

Il tag canonical può essere usato anche per gestire contenuto duplicato distribuito su più domini.

In conclusione…

Il tag canonical è forse lo strumento principale per gestire il contenuto duplicato e migliorare la visibilità di un sito web. Non solo per gli esempi commerciali, ma anche ad esempio per i siti di notizie, e per i siti di enti governativi e di servizi ai cittadini.

Pensiamo a quanto è importante trovare la pagina “canonica” per la notizia o il servizio di cui abbiamo bisogno!

Quindi, come sempre accade quando si parla di SEO, è importante capire che questa razionalizzazione di contenuto è importante per i web crawler, ma anche per gli utenti finali che navigano nel tuo sito, per maggior chiarezza.

Vuoi capire se il tuo sito sta distribuendo l’autorità dei link nel modo giusto?

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